Tra Coldai e Tissi – 1 marzo 2012

Tramonto sulla Civetta

E’ un po’ di tempo che sono fermo, causa qualche acciacco invernale che ormai è cronico in questa stagione, con la schiena che duole in primo luogo.

Finalmente comincio a stare meglio e quindi mi armo di zaino e tutto il resto dell’equipaggiamento e parto per la Val Zoldana. Condizioni della neve sono un’incognita. Sicuramente ce ne sarà poca ….. ma sarà zuppa, ghiacciata ….. mah. Sono le incognite che sempre mi fanno pensare d’inverno, quando non si sanno le condizioni del terreno. E così mi armo di tutto, ciaspe, ramponi e le ghette non possono mancare, oltre al solito corredo fotografico più il cavalletto perchè mi piacerebbe provare qualche foto notturna.

Vorrei andare al Pian delle Foppe in auto, ma la stradina che parte da Forno di Zoldo è ghiacciata e quindi passo al piano B. Andrò al Palafavera e da lì su al Coldai e quindi verso il Tissi, alla ricerca di un tramonto e qualche bella luce.

A Palafavera di neve non ce n’è, il sentiero che sale verso il Coldai è in parte innevato rimanendo verso il versante est e quindi non è sempre sotto i raggi del sole. Salgo quindi con soli scarponi sul sentiero 564. Velocemente raggiungo le piste da sci, che devo risalire per un pezzo fino al primo dosso che scende dall’arrivo della seggiovia. E’ un pezzo abbastanza lungo di pista. E’ bene rimanere ben sul bordo della pista per non prendersi parole, comunque gli scarponi non lasciano impronte sul terreno. Nonostante l’elevata temperatura la neve è ben battuta e dura, e non sprofondo. Complimenti all’organizzazione e ai preparatori !

La giornata è stupenda e il sole accecante scalda l’aria e si suda copiosamente. Appena dopo aver lasciato la pista da sci trovo un altro escursionista che rientra dal Coldai. Mi dice che la pista è battuta lungo tutto il sentiero fino all’ultima forcella prima del Tissi dove è andato lui, e anche oltre. Bene mi dico. Vado avanti e arrivato alla casera di Pioda salgo per il sentiero 556. Sono circa le 15. Ho perso parecchio tempo lungo le piste da sci. Qui si alternano pezzi non innevati con altri dove si sprofonda e si sale con ritmo alternato :-). Qui è bene indossare le ghette. Tendo a cercare il terreno senza neve e tutto sommato si va via abbastanza veloci così. La neve è morbida acquosa, e si sprofonda bene dove non è pestata. E’ d’obbligo quindi seguire le piste già tracciate. Arrivo così all’ultima erta salita prima del rifugio Coldai, lì dove arriva la teleferica del rifugio. Anche qui si passa indenni, di neve poca anche in questo che invece risultava d’inverno assai impegnativo.

Arrivo al Coldai e vedo quasi tutto libero dalla neve. Anche Cima Coldai è libera e vi si potrebbe salire senza problemi. Procedo liberamente per la forcella senza toccare neve :-(

Di là della Forcella Coldai il panorama cambia, è pieno di neve e il lago Coldai è ancora bianco. Non ho provato la solidità del ghiaccio, ho evitato esperimenti “umidi”. Dalla forcella partono due tracce, una interna più corta e quella esterna. Scelgo quella interna e seguo la traccia. Arrivato alla forcella successiva continuo seguendo le tracce e mantenendo quella più alta perchè ad un certo punto si diramano. Sono circa le 16,30, niente male.
Quasi arrivato alla successiva forcella trovo la fregatura. Su un diagonale le tracce scompaiono perchè il tratto è ghiacciato. Non riesco ad andare in sù, ne a continuare, devo rientrare sui miei passi e riprendere il cammino verso la seconda forcella. Arrivato in cima anche a questa continuo si vede il Tissi. Sarei in orario per arrivarci in cima prima del tramonto. Parto. Transito su una slavina e dopo poco mi accorgo che il terreno è tutto un buco. Si affonda nella neve che è una bellezza e rischia di essere faticoso e pericoloso. Indosso quindi le ciaspe. Vado avanti ……. non molto perchè mi accorgo che sono le 17,10. Che fare? Proseguire fino al Tissi o rientrare alla forcella e cercare un punto di appostamento sul Col Negro di Coldai ? Decido per il rientro alla forcella e mi dirigo al Col Negro. Qui la pendenza è di quelle notevoli e si fa a fatica con la neve, che in certi punti è ventata. Cerco perciò di starmene vicino alle rocce. Non faccio a tempo di arrivare sulla sommità del colle che incontro una bellissima pernice bianca. Macchina con tele comoda e via a scattare qualche foto. Salgo e sbuco sulla sommità del colle giusto in tempo prima che il sole si corichi sotto alla catena montuosa più lontana.
Sono preso tra la fame e il desiderio di non perdermi nessun raggio di luce buono. Poco dopo le 18 tutto è finito. Risistemo i bagagli e scendo l’erto colle cercando di non farlo tutto in scivolata. Va tutto bene, eccetto che sulla successiva risalita della forcella prendo un tirone sull’adduttore della coscia destra …. ahia ahia …… calma e andiamo piano. Sempre con le mie fedeli ciaspe continuo il cammino senza forzare. Arrivo così in forcella Coldai per le 19, e qui comincio a fare qualche prova di foto notturna. C’è parecchio vento. E’ in queste occasioni che mi compiaccio di aver un cavalletto solido anche se pesante.

Resto in zona circa 30 minuti, faccio a tempo a ricevere una telefonata (capita) e riparto questa volta con i soli scarponi ai piedi.
Passo il rifugio e prendo la discesa. Tutto bene, ma purtroppo comincio ad accorgermi che la neve da morbida diventa ghiacciata. In alcuni punti ciò complica un po’ la vita, specie in un passaggio in diagonale con invitante scivolo naturale verso il fondo valle. Con attenzione, sistemando bene gli scarponi sulle tacche presenti, si passa senza tirare fuori i ramponi. Si continua nel buio senza altri problemi, anzi ritrovando le tracce dell’andata nonostante la zona non abbia un univoco percorso. Passo anche la malga Pioda e ora seguo la pista da sci, che neanche a dirlo è in alcuni punti ghiacciata. Così sull’ultima rampa arrivato al Palafavera mi faccio due bei voli sulla neve ghiacciata ! Sono arrivato, tutto bene. Sono le 21. Ora mi mangio un bel paninozzo e me ne involo a casa per una doccia ristoratrice nell’attesa di vedere le fotografie e il risultato della fatica odierna. Alla prossima !

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6 risposte a Tra Coldai e Tissi – 1 marzo 2012

  1. giuliano dal mas scrive:

    Come al solito non riesci a farle brutte e oltretutto trovi sempre giornate strepitose. Dimmi come fai? Hai particolari accordi? Anch’io sono affetto da ACCIaCCHI. Menisco uscito un paio di volte. Ma tengo duro. Preferisco da Agordo scendere verso le “mie” montagne. Cargador-Busa dei Vedei-Cas. Pian dei Fioch- Lavel- Boca del Rosp (Monte Serva), quasi 800 metri di dislivello!!!!! Se passi per Agordo durante la settimana io abito di fronte a Comunità Montana Via Brent 2A. Di domenica anche con sole tre gambe … mi muovo

  2. Andrea scrive:

    Ciao, ti seguo da un pò e mi piacciono molto le tue relazioni fotografiche, ho anche acquistato il tuo libro sulle Pale di San Martino…beh complimenti ancora…
    Avrei una domanda da farti…
    Anche a me ogni tanto piace documentare le mie ascensioni con qualche foto…ho prestato particolare attenzione ai tuoi scatti in notturna….tipo questo ultimo ”notturna al civetta”…come posso impostare la mia macchinetta ( CANON EOS 1000 D ) dalla modalità automatica ”panorama” per fare qualche foto in notturna…mi riusciresti a spiegare in poche parole..grazie

  3. Tom scrive:

    Ciao Andrea e grazie per il tuo vivo apprezzamento!

    La domanda che tu fai nopn ha una risposta univoca, in quanto una foto in notturna è necessariamente scattata in manuale. Si fanno un po’ di prove, 30-40-50 secondi di esposizione, al fine di trovare la luce migliore. Ma non è tutto.
    Sto tenendo un corso di fotografia a Mestre, appena iniziato, tutti gli elementi necessari per scattare in manuale una foto sono oggetto di due lezioni, più vi sarà un’altro spazio dedicato solamente allo scatto notturno ed effettueremo una uscita serale.
    Dico questo solo per spiegarti che, non volermene, ma ciò che tu chiedi non è riassumibile in una e-mail.
    Cordialmente tommaso

  4. Andrea scrive:

    Ok, intanto grazie, era per farmi un idea poichè sono un accanito frequentatore delle Dolomiti, dall’arrampicata alle ferrate fino al trekking invernale e volevo iniziare a documentare un pò ”seriamente” diciamo le mie uscite…
    Comunque, complimenti
    ci si vede in giro….

    A presto e grazie

  5. lidia Vanzo Vv scrive:

    Complimenti Tommaso, certo che ne hai di coraggio! Mal di schiena, pendii pericolosi e, dulcis in fundo, anche un paio di voli su neve ghiacciata……….. sei ancora fortunato a raccontare le tue avventure. Come al solito bellissime le foto…del resto è notorio che sei un ottimo fotografo. Tanti auguri per i tuoi acciacchi e sempre in gamba che voglio continuare a visitare il tuo sito! Ciao.

  6. adriano scrive:

    Ciao Tommaso volevo farti i complimenti per le foto, e per la tua solita immancabile e preziosa descrizione dei percorsi che ti portano in questi luoghi meravigliosi delle nostre montagne. Con l’occasione volevo fare a te e alla tua famiglia i migliori auguri di Buona Pasqua.
    Adriano ( corso ottobre 2011)

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