Pavione, una ascesa invernale – 28 dicembre 2011

Il Pavione è una cima che desta curiosità. Dal Primiero quando lo si guarda assomiglia a una cima tranquilla con la sua forma piramidale con pendii che sembrano lievi. E così, dopo aver fatto un approfondito sopralluogo all’inizio di dicembre con Stefano, approfitto dello scarso innevamento per provarci di nuovo in questa giornata. Compagna d’avventura è la Lucia. Si parte tardino, verso le 5, alla volta di Croce d’Aune. Al Passo Croce d’Aune prendiamo la stradina di sinistra e ci portiamo all’inizio del sentiero 801 da dove partiamo. Sono circa le sette di mattina. Procediamo tranquilli. Il sentiero è in mezzo al bosco e per lunghi tratti su una stradina di montagna, segnato ove necessario e comunque è facile seguirne il percorso. Si sale con buona pendenza, ma assolutamente non impegnativa. Si continua fino a quando, dopo un tornante a destra si arriva su una strada, penso militare, Questa continua noiosamente con ampi tornanti fino al rifugio Dal Piaz. Qui e là ci sono alcune scorciatoie, che tagliano di parecchio la strada e aiutano a ridurre i tempi. Ne prendiamo alcune, quelle che risultano meno ghiacciate e quindi percorribili. Presso alcuni tornanti si vede la Val Belluna, e il panorama è assai suggestivo. Vedo anche di sfuggita un branco di camosci, che appena mi vedono scappano in discesa lungo i selvaggi canaloni delle cime Feltrine. Il ciglio della strada è mediamente libero dalla neve, e noi cerchiamo quello, per non affaticarci in mezzo alla neve. Arriviamo verso le 9 al rifugio Dal Piaz, seguiti a ruota da un solitario che sale senza zaino. Si riparte alle 9,20 per il Pavione.

La cima è data in 1h15′, però abbiamo un percorso accidentato da neve e saliscendi. Arriviamo alla cima le Vette, e qui preferiamo indossare i ramponi, per evitare problemi sulla successiva discesa. 60 metri di discesa, e poi si ricomincia la salita senza ramponi perchè torniamo su un settore esposto a sud. Si sale così abbastanza velocemente al Col di Luna, ampio anfiteatro che si passa in cresta e che divide il Pavione dalla Busa delle Vette. Qui, appena giunti in cresta indossiamo di nuovo i ramponi, percorriamo tutta la cresta e scendiamo di una decina di metri per poi salire sulla cresta innevata abbondantemente che porta in vetta al Pavione a 2335m. Da sotto fa un po’ impressione, ma in realtà non è nulla di difficile nè pericoloso. Sempre molta attenzione e nulla più. La salita è ripida, ma i ramponi danno sicurezza e arriviamo così facilmente in vetta alle 11,30. Abbiamo impiegato molto tempo, ma non ci siamo dannati e con tutto quel “cava e metti” di ramponi abbiamo perso parecchio tempo. Arrivati in vetta ci godiamo l’ampio panorama e ci rifocilliamo. Scendiamo quindi per il sentiero 817, ma non fino al Passo del pavione, perchè restiamo in quota sulla dorsale che dal pavione scende in direzione sud-sudest e arrivati al termine della dorsale scendiamo verso est a riprendere il sentiero 810, che del tutto pianeggiante ci riporta al rifugio Dal Piaz, e di qui procediamo in discesa, dove senza alcun problema rientriamo all’auto per le 16.

Un bellissimo giro per circa 1300m di dislivello in una natura biancheggiante ma non troppo con una giornata di sole favolosa. Ma non è finita ….. ho qualche idea per il futuro qui, e la prossima estate vi tornerò :-)

Le tracce GPS del percorso sono disponibili. E’ possibile scaricarle cliccando qui

Prossimamente su www.passeggiando.it una più approfondita relazione.


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Rifugio Angelini – Sora l Sass – 21 dicembre 2011

Il Pelmo e la Val Zoldana

Il Pelmo e la Val Zoldana al tramonto

Presento questa passeggiata tranquilla da Forno di Zoldo al Rifugio Sora l Sass, già realizzata in altro periodo e altri anni, ora invece proposta in periodo invernale con partenza da Forno di Zoldo, 850m e arrivo al Rifugio Sora ‘l Sass Angelini a 1588m. E’ una gitarella che ha come obiettivo cogliere una bella vista notturna sulla Val di Zoldo, e quindi cercherò un punto panoramico proprio al rifugio Sora ‘l Sass, dove già in passato sono stato. La partenza, per evitare problemi, è da Forno di Zoldo. E’ nevicato tre giorni prima, e temo le condizioni della stradina che porta al Pian delle Foppe non sia l’ideale, e soprattutto preferisco evitare problemi con l’auto. Quindi prudenza! Un po’ di camminata in più non mi farà male. Parto verso le 13,30 dall’inizio del sentiero 534 e seguo la stradina che conduce al guado del torrente a quota 996. Impiego 30 minuti. Da qui prendo il sentiero che si snoda in mezzo al bosco e risulta ben segnato che sale al nostro rifugio. Neve …. poca, poi soprattutto in mezzo al bosco praticamente nulla. Si sale abbastanza velocemente e comunque mi accorgo che da quella parte del sentiero non è salito nessuno. Solo verso i 1300m comincia ad esserci un po’ di neve per terra. E infatti arrivo alla Casera di Mezzodì a 1346 m dove c’è un po’ di neve e trovo tracce di altri che sono saliti direttamente per l’altra variante del sentiero che sale da Forno.

Sono verso la fine del sentiero ci sono tra i 20 e 30 cm di neve, nella zona dei tornantini sotto alla spianata del rifugio. Nessun problema. Verso le 15 sono al rifugio, che risulta ancora illuminato dal sole. E’ questa la giornata del solstizio d’inverno. Dopo poco che sono arrivato il sole scende sotto al Castello di Moschesin e non lo vedrò più, ma vedrò la sua azione sulle rocce Dolomitiche. Mangio qualche cosa e mi vado a cercare il punto panoramico, che dopo un po’ cercando tra i rovi e la neve trovo, e mi ci piazzo in attesa. A questo punto il racconto lascio spazio alle foto che continuo a scattare fino alle 18 quando scendo. Accendo la frontale, è buio pesto, e con attenzione a non sbagliare la via del sentiero in mezzo al bosco procedo. Non ho nessun problema e verso le 19 sono alla macchina. Ora si torna a casetta, e domani una nuova giornata di lavoro dopo questa boccata di ossigeno che mi ha regalato delle vere viste mozzafiato. Alla prossima !

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13 Dicembre 2011 – Becco di Filadonna

Rifugio Casarota, come si presentava oggi con la neve
Rifugio Casarota, sul sentiero per il Becco di Filadonna

Vista del Rifugio Casarota con la prima neve seria dell'autunno

Al Becco di Filadonna 2150m, cima più alta dell’Altopiano della Vigolana, sarò andato 10 volte almeno. Mai in autunno inoltrato. Mi organizzo per oggi. Prevedo di non trovare neve almeno fino al passo a 2070m. Invece questa notte è nevicato.

Partiamo dal passo della Fricca, solito parcheggio al bar Sindech. Troviamo un po’ di neve quasi subito, poca, ma quanto basta per mettere in apprensione nel caso di ghiacciata serale. Partiamo infatti alle 13,30, e torneremo con il buio.

Camosci, molte sono le presenze di questi animali in zona La neve continua ad aumentare, e comunque fino al rifugio Casarota saliamo tranquilli senza indossare nè ramponi nè ciaspe. Arriviamo al Casarota con il sentiero a tratti scivoloso, massimo 10 cm di neve. Al rifugio indossiamo i ramponi e cominciamo a salire. Preferisco così, per non scivolare e avanzare senza preoccupazioni. La neve, ovviamente, aumenta di altezza, ma senza destare preoccupazione.

Un'idea della quantità di neve presenteIn qualche tratto dove si è accumulata ce ne saranno 40 cm, massimo. I ramponi prendono bene il terreno, le ciaspe sarebbero un intrigo in quel sentiero appena abbozzato. La salita è tutto sommato lenta. Quest’estate avevo impiegato 1 ora e 20 minuti dalla strada, oggi 2 ore e mezza! Da 1800m di quota i piedi affondano ben bene, e poi si deve alzare la gamba, con parecchia fatica. Arrivo al Passo a 2070m, dove soffia un forte vento. Continuo e nel traverso che porta sotto al becco affondo nella neve ben bene in alcuni punti.

A destra in alto il Becco di FiladonnaSalgo al Becco …. che freddo ….. e mi godo il panorama. Dopo un po’ arriva anche la Lucia. Un po’ di foto, un tè bollente, e scendiamo velocemente sempre con i ramponi ai piedi, senza problemi e senza scivolare. I prossimi che saliranno troveranno il sentiero ben battuto ! La notte è tranquilla e le nostre frontali illuminano perfettamente il sentiero. Siamo a valle verso le 19. Tempo di cercare un rampone perso per strada dalla Lucia, il mio cellulare che non trovavo più ….. e verso le 19,20 ripartiamo in auto.

Particolare del panorama di vetta

Particolare del panorama di vetta

Una bella escursione, il solito panorama mozzafiato tipico delle vette, una bella esperienza in mezzo alla neve! Un ottimo cocktail per promuovere in questo momento questo tragitto! Le condizioni infatti oggi erano ideali, prossimamente potrebbero non esserlo più se la neve aumenterà e la possibilità di slavine sarà presente.

Alla prossima

 

Luci della notte

L'ora blu e le luci di Trento

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Dalla Val Canali alla Fradusta – 30/11/2011

Oggi abbiamo finalmente portato a compimento un progetto che risaliva a ben tre anni fa, ed esattamente al 7 novembre 2008, Passo Canali in invernale con meta la Cima della Fradusta. Oggi partiamo molto presto, alle 6 siamo al Cant del Gal e da lì partiamo alle 6,15. Il primo pezzo è in invernale solo per il freddo, ma di neve non ce n’è. La troveremo solo dai 2200m. La Val Canali è infatti ben esposta al sole e il bel tempo di questi giorni ha notevolmente ridotto lo spessore del manto nevoso. Possiamo vedere l’alba sui colori delle vette, prima quelle del Vallon delle Lede e poi sulle rocce dei Lastei e sulla Manstorna. Incrociamo un branco di camosci e riusciamo a raggiungere il Passo Canali a 2469m verso le 9,30. Qui indossiamo le ciaspe e cominciamo l’avventura verso la Forcella Alta del Ghiacciaio a 2727m. Il dislivello che separa i due passi è ridotto, ma quanta fatica. Abbiamo trovato neve immacolata e farinosa. Un passo avanti e mezzo indietro …. e tantissima fatica. Quei 300m ci hanno sfiancato. Proseguiamo quindi verso la Fradusta. Qui in cresta troviamo anche neve ghiacciata. Qualcuno indossa i ramponi …. ma il manto nevoso è irregolare, e anche qui spesso si presenta neve farinosa dove si fa fatica a far presa. Con ancora tanta fatica, e contando i metri che mancano, arriviamo alla vetta della Fradusta a 2939m verso le 12,20. Poco più di 6 ore. Un tempo enorme, ma giustificato dalle condizioni del terreno. Mangiamo, ci rifocilliamo con un buon the e caffè scaldato al momeno dalla premiata ditta Ale & Co., e alle 13,20 riprendiamo la discesa. Contrariamente al programma scendiamo per la stessa via dell’andata, per non avere sorprese, e visto che ce la siano ben bene battuta. Alle 17,20 siamo all’auto, dopo aver percorso 27 km e circa 1800m di dislivello. Tanta fatica ma sicuramente premiata da una giornata spettacolare e bellissima, calda ove il sole batteva.
Per concludere in bellezza abbiamo asssistito al tramonto, e in particolare alle rocce del Coro infiammarsi come ferro sul fuoco. Che colori!!

Nel fine settimana è annunciato un cambiamento meteo, quindi le nostre tracce potrebbero venire sommerse da nuova neve.

L’altra cosa che non ci aspettavamo era di non trovare il sentiero battuto. Evidentemente questo sentiero non è percorso d’inverno. Un vero peccato !!!

Foto e relazione più precisa saranno inseriti più avanti su www.passeggiando.it

Alla prossima !

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Escursione al Rifugio Tissi – 24/11/2011

Ho ritentato un’incompiuta di due anni fa, una salita al rifugio Tissi 2250m (tel. 0437721644) sul far del tramonto partendo da Capanna Trieste . Ci abbiamo riprovato, io e la Lucia. Partenza dalla Capanna Trieste 1135m alle 14,15. Alle 15,00 eravamo già al bivio per il Van delle Sasse. Da lì è stata più lunga arrivare al Tissi, che abbiamo raggiunto alle 17. La neve è presente da quota 1900m circa, bella ghiacciata nella zona in ombra dei piani di Pelsa. Siamo rimasti poco al Tissi, alle 17,30 siamo ripartiti seguendo le ampie tracce presenti e ben visibili anche alla luce della sola frontale. Alle 20 eravamo di nuovo alla Capanna Trieste. Il sentiero è uno di quelli maggiormente conosciuti nelle Dolomiti, dove passa anche l’Alta Via numero 1, e già documentato in altre pagine del mio sito http://www.passeggiando.it/. E’ una zona sempre bella da ricordare e ogni tanto da ripercorrere!

Alla prossima e grazie per aver letto questo breve resoconto

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E’ disponibile il nuovo Calendario Dolomiti 2012!!

E’ disponibile il nuovo Calendario Dolomiti 2012! E’ realizzato con le mie migliori fotografie dell’anno, quasi tutte scattate nei momenti migliori, quando la luce è calda e arroventa le rocce: all’alba e al tramonto ! E spesso direttamente dalle vette, o luoghi per nulla frequentati in queste ore particolari, lontani dalla strada anche qualche ora.  I luoghi rappresentati in questo calendario sono le Dolomiti Bellunesi e le Pale di San Martino.

Il costo del calendario non è variato rispetto agli scorsi anni, ed è sempre di 7 euro più le spese di spedizione qualora presenti. Tutte le informazioni sono presenti nel mio sito web www.passeggiando.it .

Per ogni informazione sono a disposizione, o scrivendo qui nel blog o direttamente in e-mail.

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Tramonto dal Rifugio “Velo della Madonna” – 1/11/2011

Era un’idea nata quest’estate, da un dialogo di poche parole perchè ero di fretta con Anna, il gestore del rifugio Velo della Madonna. Una foto al rifugio …… ma poi più che al rifugio avrei sicuramente dovuto ambientare il rifugio nella zona.

Il Cimon della Pala, la Cima di Val di Roda, la Cima di Ball

E così mi è venuta l’idea di trovare un modo per rappresentare il rifugio Velo nel meraviglioso mondo delle Pale di San Martino. Non sembra facile, per come è inserito sotto alla verticale della parete della Cima della Madonna. E’ partita la sfida tra me e me, riuscire a fare qualche cosa di particolare al rifugio Velo. Note sull’escursione sono già presenti nel mio sito a questa pagina web, e quindi non ne riporto altre. Se non l’informazione che già in un anno dall’ultima visita il sentiero è stato sistemato nella zona attrezzata attorno a quota 2150m.
Il periodo per questa uscita non è stato scelto, è capitato visto che la bella stagione sembra non finire mai quest’anno. Così, visto che Anna mi ha scritto che il sentiero è ancora buono e facilmente agibile, sono partito con mio figlio Stefano. Di neve neanche l’ombra fino alla fine del sentiero attrezzato a 2200m. Poi inizia, ma senza preoccupare. Eravamo equipaggiati anche di ramponi, li ha indossati solo Stefano al ritorno per sua sicurezza, ma si poteva fare tranquillamente senza. Quello che sarà poi nei prossimi giorni è difficile a dirlo, se la neve ghiaccierà diventerà pericoloso, e allora i ramponi saranno necessari.
Rifugio Velo della Madonna e Cima della MadonnaSiamo arrivati al rifugio alle 16,40, in anticipo sull’orario obiettivo che come sempre è il tramonto. Giornata stupenda, rimaniamo sui sassi antistanti il rifugio a farci scaldare dal sole e poi per tempo ci spostiamo nel luogo prescelto per vedere il tramonto. E’ un bel tramonto, anche se in lontananza ci sono alcuni nuvoloni bassi che sembrano volerci rovinare lo spettacolo. Ci provano ma non ci riescono completamente. Anzi, creano delle fasce di luce sulle nostre cime. Lo spettacolo è bello. Inserisco qui un paio di foto, e in futuro altre ne seguiranno.
Prima che calino completamente le luci della sera ci incamminiamo per la discesa, soddisfatti e speranzosi che il nostro lavoro dia buon frutto. Il ritorno come spesso è al buio, ma ben illuminato dalle nostre frontali ormai collaudate!
Alla prossima

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Alba dal Monte Serva – 31/10/2011

Salendo al Serva, ecco l'Aurora iniziaEccomi con una stupenda ed emozionante alba dal Serva, la montagna dei Bellunesi. Il Serva 2133m è quella montagna che arrivando dall’autostrada si vede subito all’uscita del casello di Pian di Vedoia sulla sinistra. Ci ero già stato a giugno, in una sfortunata uscita, ma che per lo meno mi era servita per imparare strada e sentiero. Oggi vado con la Lucia a tentare quest’alba. Indovino i tempi dell’uscita. Tutto va bene e siamo in vetta alle 6,30 circa, una ventina di minuti prima dell’alba.
Il dislivello è di 1100 m circa. Una veduta mozzafiato ci ha aspettato. Giornata limpida, nuvole sulla Val Belluna, un sole arroventato che ha illuminato le cime vicine (Schiara in primis). Verso le 7,30 cominciamo a spostarci e a visitare le cime vicine e poi pian piano abbassandoci di cresta in cresta siamo arrivati alla malga Casera Pian dei Fioc che avevamo passato con il buio. Davvero una grande soddisfazione, una grande alba su una facile e semplice cima !
Alla prossima – Tommaso
Aurora dalla cima del Serva - Croce della Cima

Prossimamente inserirò la relazione completa su www.passeggiando.it

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Castello di Moschesin – sto arrivando ! – 14/10/2011

Già dal titolo si capisce che non sono arrivato. Partito da poco sotto Passo Duran, tutto bene fino alla Forcella Larga 2150m circa, poi ho trovato un po’ di neve proprio sul sentiero e in gran parte ghiacciata, dove senza ramponi si scivolava che era un piacere. Dopo la Forcella Larga si sale un po’, per poi scendere leggermente fino a raggiungere la Forcella Stretta. Qui tutto bene, nella successiva salita prima del primo canalino di I° grado il terreno era ancor più ghiacciato, ma non solo era presente della neve ghiacciata, ma proprio i sassi erano ghiacciati. Tutto ciò nonostante fossero le 16,00.
Procedo, in salita si riesce a salire anche con terreno scivoloso, salgo il primo canalino di una ventina di metri con vari passaggini di I° grado su buona roccia, esco e mi trovo il sentiero sul pendio di traverso con neve …. ghiacciato. Non mi piace, vado su diritto, esco in una breve salita e arrivo a degli ometti prima di passare nella fase di avvicinamento al secondo canalino che è dato di 1+°. Vedo neve in maggior misura. Non mi fido di continuare. Non ho l’attrezzatura adeguata. Saluto il Castello di Moschesin 2499m. Sono arrivato secondo il GPS a 2376m.
Saggia decisione. Appena comincio a ridiscendere mi accorgo che il terreno ghiacciato è come una continua lastra bella scivolosa. Sono costretto a scendere piano piano e con molta attenzione. Fila tutto liscio e torno alla Forcella Larga dove mi godo uno dei più bei tramonti che abbia visto, in una zona che è un sogno. La successiva discesa per il canalone non desta problemi e avviene velocemente. Alla prossima estate Castello !

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29/9/2011 tramonto dalla Talvena 2540m

Che dire, bellissima esperienza, bellissima escursione ! Parto dal Pian delle Foppe 1200m verso le 14,20, dal versante di Zoldo delle Dolomiti Bellunesi.
Il sentiero fino alle cime de Zita è già ampiamente descritto nel mio sito web alla pagina che si raggiunge cliccando qui. Qui arrivo verso le 17,05. Si scende e ci incamminiamo verso la Talvena. Si scende di circa 150-200m, per poi prendere la salita che conduce alla forcella Erbandoi. Da qui si segue il sentiero segnato con ometti che sale sulla cresta che continua il profilo della forcella. Sono piccoli passaggi su roccia anche friabile soprattutto nella seconda metà. Dalla Forcella delle Cime de Zita impieghiamo un’ora a salire in vetta alla Talvena.

Dalla cima della Talvena

Bellissimo spettacolo, come speravo: Schiara e Pelf davanti, Cime de Zita a nord e un po’ tutte le vette Dolomitiche in ordine sparso. Il rientro l’abbiamo fatto scendendo poco più giù lungo la cresta della Talvena mentre calavano le prime ombre della notte.

E poi giù, con l’accompagnamento del bramito dei cervi. Abbiamo visto un cielo stellato meraviglioso. Davvero una bella e ricca escursione. Prossimamente sarà presente la relazione completa su www.passeggiando.it. Nell’attesa, chi desideri avere maggiori informazioni mi contatti qui sul blog o per e-mail scrivendo a tom@passeggiando.it

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