La mia montagna

22 agosto 2010

17-18 agosto Al Mulaz alla ricerca di un tramonto e un’alba

Filed under: Alba,Pale di San Martino,Rifugio Mulaz — Tom @ 22:03

L’obiettivo di questa due giorni (in realtà programmata per tre ma il terzo giorno è stato abortito) è stata la ricerca di un tramonto dal monte Mulaz e un’alba dal Sasso Todesco, che si trova ai margini del Pian di Campido.

Partenza da Gares, senza fretta, verso le 14 del 17 agosto. Ho scelto questo punto di partenza, più scomodo per il rifugio Mulaz, per avere un rientro più comodo dal Pian di Campido.

Da Gares perciò parto per la forcella Stia 2190m per il sentiero 754, che dopo la malga Stia diventa 752. La giornata è bella, ed è un piacere ripassare per questo sentiero già più volte percorso.

Dalla forcella della Stia si scende per 200m, in un sentiero che si vede non ha avuto da molto tempo manutenzione ed è poco frequentato. Al bivio con il sentiero 722 che viene da Falcade si riprende a salire.
Il sentiero si tiene abbastanza distante dalle cime del gruppo del Focobon, per evitare scariche di sassi. La grande sorpresa di quest’anno è stata vedere cumuli di neve già a  2000m, e abbondante presenza di rii. Arrivo verso le 17,00 al rif. Mulaz (tel. 0437 599420), dopo 1360 m di salita e 200m di discesa.

Mi sistemo in rifugio e alle 19,00 parto per la cima del Mulaz, per provare a vedere se il tempo si sistema per il tramonto. Purtroppo la cima del Mulaz risulta completamente avvolta dalle nubi. Tramonto andato buco …. Me ne torno al rifugio Mulaz e mi preparo per la partenza per l’alba dal Sasso Todesco.

Sveglia alle 3,00 dopo aver dormito poco e male a causa del russare di un tedesco in camerata. A differenza della sera, il cielo risulta sgombro di nuvole. Prendo il sentiero 703 per il Passo delle Farangole e mi orizzonto a fatica alla luce della frontale, anche per la presenza di un paio di nevai che mi fanno perdere la traccia e soprattutto molto tempo. Arrivato in cima al passo la discesa procede bene e ai piedi del passo prendo il sentiero 755 per la Banca delle Fede, che passo velocemente e senza problemi. E qui al passo delle Fede trovo la sorpresa. Il Pian di Campido è al livello delle nuvole, e il Sasso Todesco quindi vi è poco fuori. Non mi conviene scendere. Le nuvole sono in movimento, se si alzassero andrei sotto e non vedrei più l’alba. Rimango a quota 2700 al passo delle Fede.

Passo delle Fede

Alba con il Sasso Todesco quasi immerso dalle nubi

L’Alba è stata molto veloce, perché dopo poco le nuvole hanno dominato la scena, sopra di me e coprendomi. E così è stato per tutta la mattinata. Abbastanza deluso quindi, vista la scarsa visibilità di questi giorni, me ne sono rientrato a casa.

Elemento clou di questa uscita è stato l’incontro con 7 pernici bianche e un bel branco di camosci.

A parte le condizioni meteo sono zone che consiglio con grande convinzione, pur consigliando di curare la preparazione fisica per il dislivello non trascurabile che occorre superare.

L’obiettivo mancato di questa uscita proverò a tenerlo per settembre ….. alla Cima Manstorna !

ciao

1 agosto 2010

Bivacco Reali e Croda Granda – un’esperienza dal tramonto all’alba

La Croda Granda dalla Forcella dei Vani Alti30 e 31 luglio, un’esperienza alla Croda Granda, nella catena meridionale delle Pale di San Martino. Parto il venerdì pomeriggio dalla località Faustin 1330m , poco sopra Sarasin, alle 16,40. Il tempo non è buono. Poco prima di arrivare alla casera Cavallera 1679m comincia a piovere, e quindi comincio a bagnarmi e a inzuppare l’abbigliamento. Passo il bivacco Menegazzi dove c’è qualcuno che si sta scaldando con il caminetto.
Perdo il sentiero ma poco importa, la via è di fronte a me, si va avanti a fiuto. Attorno ai 2000m trovo il bivio tra il passo delle Mughe, che porta in direzione del Rifugio Treviso Tel 0439 62311 e il sentiero che va ai Vani Alti e quindi al Bivacco Reali 2650m. Da notare che incrocio prima del bivacco due carcasse di pecore morte …….
Proseguo a destra e il tempo sembra non passare mai. Per ora sono in tabella di marcia. Finalmente a 2350m arrivo in quella zona chiamata “La Scaleta”, per la caratteristica di essere una zona con passaggi di I° grado su roccia solida e caratterizzata da un altissimo numero di appigli. Questa zona si protrae per 100m, inizialmente con incedere facile e poi via via sempre più impegnativo. Alla fine si arriva all’ultimo caminetto di circa 5-10m in cui si sale quasi in verticale. Questo passaggio in discesa richiede di essere effettuato con schiena a valle.
Fuori di questo passaggio si è ormai nel vallone dei Vani Alti a 2450m. Procedo con la speranza che non manchi molto perchè comincio ad essere stanco. Intanto è finito di piovere, e un cielo azzurro ha sostituito quello plumbeo della partenza.
Continuo a salire e forse qui comincio a capire che non mi tornano i conti sul dislivello per arrivare al bivacco Reali. In effetti la carta Tabacco lo da’ a quota 2595, mentre è a 2650 m. Poca differenza, ma quando si è stanchi anche 50 m contano. E lo zaino è assai pesante. Esco alla fine dalla Forcella dei Vani alti e comincio la discesa verso il Bivacco Reali, che poco dopo appare. Di discesa sono circa 40m.
Non c’è nessuno al Bivacco. A questo punto sono circa le 19,40. Lascio un po’ di oggetti al bivacco e vado a vedere com’è il sentiero per salire alla Croda Granda. Mai decisione fu più saggia.
L’indomani mattina sarei infatti salito in cima per vedere l’alba, e con il buio spesso, anche se con la frontale, a volte non si vedono le indicazioni anche più banali.
Dal bivacco si scendono 50 m e poi si comincia la salita. Prima devo passare un canalone di neve. Impronte non ce ne sono, o meglio sono sate coperte da una recente nevicata. Passo pestando bene i piedi per marcare il passaggio. Fuori dalla neve dopo poco passo un ruscello d’acqua. Buono anche questo per dissetarsi. Poco avanti c’è un altro nevaio, ma con mia somma gioia il sentiero, marcato con bolli verdi, vi passa proprio sopra. E’ un sentierino da fare con attenzione, su roccia salda.
Uscito da questo passaggio che fa deviare dal nevaio si prende a sinistra per tagliare un costone e quindi si sale verso destra, verso una forcella che porta sul versante est della Croda Granda. Qui si sale su ghiaino friabile e faccio fatica, anche per la presenza di neve suppongo fresca. Annaspando arrivo alla forcella. E’ tardi, ora sono sull’altro versante della Croda. Non vedo neve. Mi accontento qui. Salgo 20m, mi sporgo sul costone per fare qualche foto e scendo. Bene penso, il terreno per l’indomani è preparato e ora lo conosco.
L’indomani mattina mi prendo per tempo e mi sveglio alle 4,00. Verso le 4,20 parto con calma.
Per fortuna ho fatto le tacche nella neve. Ora è ghiacciata e posso comunque posare in modo sicuro il piede nel primo nevaio.

La Madonnina di Vetta e me

In vetta sulla Croda Granda


Avanzo e come volevasi dimostrare sbaglio l’attacco per evitare il secondo nevaio, perchè me lo trovo davanti ….. eh eh, guardo un po’ sopra e scorgo il sentiero con i bolli. Poco male, correggo la via. La salita procede bene senza ulteriori intoppi fino al passo e al cambio di versante. Qui, dopo i primi metri perdo subito il sentiero. Poco male mi dico, la strada va sù :-) E procedo in verticale e spostandomi un po’ verso destra. In realtà il sentiero continua a destra prima di salire. Arrivo sull’anticima e scorgo quindi il sentiero più sotto, pochi metri e correggo il tiro. Saranno le 5,30 quando arrivo in vetta. Comincio a prepararmi per lo spettacolo, sinceramente un po’ freddino.
Sul libro di Vetta della Croda Granda 2849m trovo poche salite fatte quest’anno, e ciò mi sorprende, visto invece l’elevato numero di presenze al bivacco.
Rimango in vetta a godermi l’alba e l’atmosfera fin quasi le 7 e poi comincio la discesa. E’ una bellissima giornata con l’aria tersa.
Nella discesa troverò una sola persona, sui Vani Alti, con la quale ci scambiamo qualche parola. Poi più nessuno.
Molta attenzione sul passaggio delle scalette, dove nonostante l’ampia presenza di appigli la stanchezza può sempre riservare qualche sorpresa. Poi giù di corsa fino alla macchina.

Che dire ? Anche questa volta le Dolomiti e le Pale mi hanno appagato di tanta fatica. Prossimamente su www.passeggiando.it inserirò una relazione più completa e foto dell’escursione.

Un saluto e grazie per la visita

Tommaso

27 luglio 2010

Tramonto dal Rosetta e alba dal Col Alto – 19 luglio 2010

Quella che vi presento qui è forse la mia uscita più strampalata che abbia mai pensato. Non nel senso della pericolosità perchè il sentiero è una strada militare, ma per la tempistica.
Per riassumere velocemente, parto dal lavoro verso le 15,00, arrivo a Gares verso le 17,10. Prendo il sentiero 756 che porta al Rosetta alle 17,25. Dopo un’ora e mezza sono all’Antermarucol a 2330m. Pianto la tenda e proseguo per la cima della Rosetta 2750m, dove arrivo alle 20,50. Mangio e scendo al rifugio Rosetta tel. 0439.68308 a salutare il gestore Mariano che conosco. E ora ? Pernotto al rifugio ? Neanche per idea, riparto per l’Antermarucol dove ho piantato la tenda. Ci arrivo alle 22,50 in tutta sicurezza con ben tre lampade frontali al mio seguito e seguendo ove necessario la traccia del GPS costruita all’andata. E ora ? Si fa l’alba dal Col Alto, 100m scarsi sopra al luogo dove ho piazzato la tenda !
Alba ai piedi delle Pale
Alla fine una escursione che mi ha dato una grande soddisfazione e che mi ha fatto ottimizzare il tempo, camminando anche di notte. L’alba è stata strepitosa, ai piedi della catena nord delle Pale.

Prossimamente i particolari su www.passeggiando.it

ciao tommaso

22 luglio 2010

Alla Cima dei Bureloni

Filed under: Pale di San Martino — Tom @ 23:49

10 Luglio … e c’è ancora neve …. e allora ? Passo delle Farangole e sù con i ramponi e poi Cima dei Bureloni 3130m. Mi ritorna in mente questo vecchio pensiero e mi dico che forse si può ancora tentare. Ecco allora che al solito orario, le 3,30, parto da casa in direzione Baita Segantini Tel 0439 68251. Innanzitutto una sorpresa, la strada che porta alla Baita è chiusa al traffico in salita dalle ore 9,00 alle ore 18,00. Non in discesa. Quindi non mi riguarda, sono già al Passo Rolle poco dopo le 5,30.
Verso le 6,00 scarponi ai piedi parto, nel silenzio più assoluto.
Prendo il sentiero 710 che porta al rifugio Mulaz. L’ho già fatto una volta questo sentiero, qui trovate una relazione del percorso. Procedo fino a quota 2400m, e poi lascio il sentiero e vado su a destra in direzione del passo delle Farangole in mezzo alla neve. La salita è dura, e la pendenza in questo tratto è notevole. Verso le 8,30 sono in cima al Passo dele Farangole 2814m. Più lunga di quanto immaginassi. Via i ramponi
Ora si scende. C’è un po’ di neve a dare fastidio proprio nei tratti dove ci sono corde. Comunque con attenzione si scende e si passa. Finita la discesa del passo, dopo poco indosso di nuovo i ramponi, di nuovo in mezzo alla neve, e li terrò anche nel tratto successivo in mezzo ai sassi e al ghiaino. Li tolgo di nuovo al bivio tra la cima delle Ziroccole e la salita alla cima dei Bureloni, anzi li lascio proprio giù perchè si vede nitidamente che non c’è più neve nel tratto terminale.

in fondo la Vezzana e il Cimon della Pala

Alle 10,10 sono in vetta ai Bureloni, una bella soddisfazione e una bella stancata. Ora mi riposo, via con un balletto di foto e poi alle 11,00 scendo, e incontro quasi subito l’unica persona che ho trovato dopo il passo delle Farangole. Sempre molta attenzione ora. Nonostante i ramponi la neve è diventata infida, si scivola perchè si sta squagliando.
Con molta attenzione scendo e arrivo al passo delle Farangole, ora da fare in salita … aufff ….. passa via meglio del previsto. Ora via i ramponi ……. e si scende per il tratto attrezzato del passo. Non mi fido della neve, rischio di trovarla sfatta e allora diventa dura e pericolosa. L’ultimo canalone innevato invece prima di arrivare al sentiero 710 mi fido di farlo con i ramponi, la neve sembra bella solida, e così è. Una vera goduria, si scende benissimo e in un attimo.
A questo punto diventa tutto semplice, se non la fatica che è tanta, tanta quanta non avevo provato negli ultimi anni :-( L’ultimo tratto in salita per arrivare alla baita Segantini diventa un calvario, ma ci arrivo.
E’ andata. Gran bella soddisfazione !

Relazione più particolareggiata sarà disponibile su www.passeggiando.it, mentre informo che una relazione sulla salita ai Bureloni è già presente nel sito, ma con un altro itinerario

Ciao

21 luglio 2010

3-4 luglio – Rifugio Velo della Madonna e alba dalla Stanga

Filed under: Alba,Pale di San Martino — Tom @ 05:45

Questa è stata una passeggiata organizzata per i nostri fanciulli, quindi abbastanza semplice, sempre con un bel dislivello di 970 m da affrontare. Meta è il rifugio Velo della Madonna (Tel. 0439.768731 ) il primo giorno e il successivo la vicina cima della Stanga.
Lasciata l’auto presso la malga Zivertaghe (poi abbiamo visto che la si poteva portare anche un po’ più avanti), siamo partiti sabato 3 luglio con un bel sole …. e ci siamo presi l’acqua strada facendo per ben due volte !!
Il percorso è parte in mezzo al bosco e parte su sentiero d’alta montagna, nel tratto finale vi sono delle corde (a destra e a sinistra) per facilitare la salita su terreno parzialmente scivoloso.

Il Cimerlo visto all'alba dalla cima della Stanga

Il Cimerlo visto all'alba dalla cima della Stanga

Passata la notte, ho lasciato di mattino presto il rifugio per assistere all’alba dalla cima della stanga, e poi con tutta la combricola vi sono ritornato più tardi. Dal rifugio Velo della Madonna 2358m infatti la cima della Stanga 2550m è molto vicina. Una bella escursione facile da consigliare.

Relazione più particolareggiata prossimamente su www.passeggiando.it
ciao

27 giugno 2010

25 giugno – Bivacco Bedin e vetta Le Cime

Filed under: Pale di San Martino — Tom @ 08:54

Il tempo non è mai molto, ogni uscita è frutto di un compromesso: mezza giornata per non far pesare il peso dell’assenza sulla famiglia e mezza giornata di lavoro per non trovare eccessivi problemi al rientro al lavoro.

Boral della Besausega

Così anche questa volta, con l’aggiunta della contemporaneità dello sciopero CGIL che mi risolve qualche problema, cerco le condizioni favorevoli per realizzare un giretto che avevo in mente da qualche settimana: una visita al bivacco Bedin 2210 m e alla vetta che lo sovrasta a nord, chiamata “Le cime” 2296 m. Si parte dalla località Pradimezzo 873m. Bel sentiero, ben segnato, che sale con continuità fin dall’inizio. A quota 1300 circa si trova in una radura una prima casera, poi la malga d’Ambrosogn (semidistrutta e diroccata) a quota 1700.

Si sale sempre, si arriva su un canalone che ho trovato pieno di neve (e nascondeva le tracce del sentiero) e poi via fino alla forcella Besausega che si passa leggermente a sinistra. Da qui 15 minuti di falsopiano sul limite del burrone che si getta sulla Boral della Besausega e si arriva al Bivacco Bedin 2210m. Altri 15 minuti e si raggiunge la vetta “Le Cime” a 2296m, dalla quale si gode di un ottimo panorama.

Dopo essermi goduto del panorama, qualche autoscatto, alle 8,15 ho cominciato la discesa, tornando al punto di partenza alle 10,15. Che dire …. per chi ha gamba è un itinerario da consigliare !

Prossimamente inserirò la relazione completa su www.passeggiando.it.

Alla prossima , ciao !!!

26 giugno 2010

11-12 giugno – alba dalla Fradusta

Una delle motivazioni di questa escursione sta …….. in un crash informatico. Parecchi mesi fa mi si è rotto un Hard Disk che conteneva delle foto di questa zona che mi piacevano molto. Il desiderio di ripetere quell’esperienza, con la neve, mi ha fatto progettare questa uscita.

Per riuscire ad arrivare sotto alla Fradusta con la migliore neve è necessario camminare con il buio o alle prime luci del giorno. Se poi ci aggiungiamo anche l’idea di fare l’alba dalla Fradusta ….. allora il progetto non può che essere quello di dormire al Pradidali !

Così ho fatto. Sono andato a dormire al bivacco invernale del Pradidali e, alle 3 del mattino, sono partito. La neve non era per niente buona. Spesso si affondava. In quella settimana era stato troppo caldo, e anche di notte la temperatura era sicuramente e abbondantemente sopra lo zero.

Io, la momtagna  e l'alba

Sulla cresta della Fradusta. Sullo sfondo il Cimon della Pala, La Vezzana

Con fatica, tra neve, buio e difficoltà a seguire il tracciato ideale, sono arrivato verso le 5 sotto la cresta della Fradusta. Giunto in cresta ho trovato la sorpresa. Si affondava nella neve da matti, anche con tutta la gamba. Arrivato a 2800m, in una posizione ideale, è cominciato a sorgere il sole. E sono rimasto a godermi lo spettacolo.

Pur essendo a poca distanza dalla vetta ho preferito scendere. La neve non mi piaceva e cercare problemi non mi sembrava il caso. Con il passare delle ore sarebbe anche stato peggio. Così, verso le 6, ho cominciato con tutta tranquillità la discesa. Per le 10 ero giù al Cant del Gal. Una bellissima esperienza, in un panorama magico.

La relazione completa è presente al link dedicato su passeggiando.it .

22 giugno 2010

3 giugno 2010 – Biv. Feltre e Sasso delle Undici

Filed under: Dolomiti Feltrine,Senza categoria — Tom @ 22:19
Piz Comedon

Piz Comedon

Escursione nel mezzo delle Dolomiti Feltrine, con l’obiettivo di andare a fotografare il lato sud delle pale di San Martino.

Con questo obiettivo parto e viene con me la Lucia. Partenza alla solita ora. Arriviamo all’albergo Boz alle 4,40. Piove …. che fare ? aspettiamo qualche minuto. Sballa. Finisce di piovere e allora partiamo. Prima tappa al Bivacco Feltre a 1930m. Fin qui quindi sono già 1200 m di dislivello. Arriviamo al bivacco e ripartiamo per il passo Comedon. Le carte danno il passo Comedon a 2060m … in realtà è più alto, e mi sballa i conti. Siamo almeno a 2200 m.

Oltretutto c’è parecchia neve. Il sole è alto nel cielo e la giornata si è fatta bellissima. Arriviamo al passo Comedon, ma la visuale è pessima perchè è incastrato tra due pareti di roccia. E allora ci dirigiamo velocemente verso Cima Undici e da lì ci godiamo il panorama. Poi giù di corsa e poi verso casa. Poco dopo mezzogiorno sono a casa.

Altra bella giornata e un nuovo posto visitato. Alla prossima …… che sarà nel cuore delle Pale a vedere l’alba !

La relazione completa è presente in www.passeggiando.it .

19 Maggio – Bivacco Minazio

Filed under: Inverno,Pale di San Martino — Tom @ 22:01

Io e la Cima CanaliBivacco Minazio ….. un pallino nella mia mente vecchio di almeno 4 anni. Non ci sono mai stato. E’ ad una altitudine di 2250m, e domina la Val Canali nelle Pale di San Martino. Ecco rimaterializzarsi l’idea e con Cristiano programmiamo un’uscita lampo di mezza giornata. Si parte alle 3 da casa come solito, prima delle 5 siamo già scarponi ai piedi e via ! Arriviamo verso le 7 al bivacco. C’è ancora molta neve e un sole stupendo. Abbiamo indovinato la giornata.

Prima delle 8 ripartiamo e scendiamo in tutta tranquillità. A mezzogiorno siamo a casa e poi al lavoro nel pomeriggio.

Una mezza giornata che ci ha riempito i polmoni di aria fresca e di nuova freschezza.

Avanti, sotto alla prossima :-)

La relazione completa è presente in www.passeggiando.it .

21 aprile 2010

Appello “Liberiamo l’Altopiano”

Filed under: Appello — Tom @ 21:03

Diversamente dal solito, questa volta ti scrivo per un appello lanciato da Luca Visentini, un grandissimo uomo di montagna e un grande scrittore di monografie sui più celebri gruppi delle nostre Dolomiti. Ricopio di seguito l’appello di Luca, che potrete trovare in forma originale anche qui:

LIBERIAMO L’ALTOPIANO

Siamo stufi, indignati e arrabbiati.

Siamo stufi di leggere notizie come quella pubblicata dal Gazzettino del 14 aprile 2010, a firma Dario Fontanive, in cui si annuncia l’imminente realizzazione di un avveniristico bivacco fisso sull’Altopiano delle Pale di San Martino. Dietro a questo insensato progetto ci sono gli stessi sedicenti valorizzatori di montagne che soltanto due anni fa volevano snaturare l’intera cresta dei Bureloni con una nuova via ferrata, l’ennesima, salvo poi rinunciare per la sacrosanta disapprovazione del mondo alpinistico ed escursionistico.

Siamo indignati per l’uso strumentale che i medesimi operatori e amministratori fanno del grande scrittore Dino Buzzati, tentando di crearsi un alibi culturale per abbellire ciò che invece è un vero e proprio scempio ambientale: quando nella nostra epoca così piena e frenetica sono appunto i deserti a ispirare, e non certo i fabbricati inutili degli speculatori.

Siamo arrabbiati perché amiamo il lembo selvaggio tra il Marùcol e il Col Alto, dove intenderebbero costruire la loro bruttura: uno straordinario balcone panoramico a tutt’oggi miracolosamente intatto, sopra la magia delle Comelle. E dal quale con un’oretta all’incirca di cammino il turista potrebbe riparare al Rifugio Rosetta, oppure alla Casera Valbona, o ancora alla Casera Campigàt.

Un manufatto del genere in tale posizione non serve a chi va in montagna, né a chi vive e lavora in montagna. Con tutti quei soldi carpiti alla buona fede pubblica, che si sistemino piuttosto i vari sentieri della Val di Garés compromessi dagli ultimi inverni. Gli accessi alle miniere anche, ma sottostanti al Sass Neghér e prossimi alla Forcella Cesurette, nonché i ricoveri già esistenti.

Difenderemo l’Altopiano!

Se concordi con l’azione proposta, invia il tuo assenso affinchè il tuo nome possa essere inserito nella lista degli aderenti la sottoscrizione. Come ?

Puoi collegarti direttamente al forum dove è stato inserito l’appello  per leggerlo integralmente anche nei suoi sviluppi e scrivermi in e-mail.  Girerò io stesso la tua conferma alla sottoscrizione a Luca Visentini o ancora scrivendo in questo blog firmando con nome e cognome. Ricordati di rendere ben visibile il tuo nome e cognome !!

Ringrazio per l’attenzione e Ti saluto, alla prossima !

Tommaso

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