Appello “Liberiamo l’Altopiano”

Diversamente dal solito, questa volta ti scrivo per un appello lanciato da Luca Visentini, un grandissimo uomo di montagna e un grande scrittore di monografie sui più celebri gruppi delle nostre Dolomiti. Ricopio di seguito l’appello di Luca, che potrete trovare in forma originale anche qui:

LIBERIAMO L’ALTOPIANO

Siamo stufi, indignati e arrabbiati.

Siamo stufi di leggere notizie come quella pubblicata dal Gazzettino del 14 aprile 2010, a firma Dario Fontanive, in cui si annuncia l’imminente realizzazione di un avveniristico bivacco fisso sull’Altopiano delle Pale di San Martino. Dietro a questo insensato progetto ci sono gli stessi sedicenti valorizzatori di montagne che soltanto due anni fa volevano snaturare l’intera cresta dei Bureloni con una nuova via ferrata, l’ennesima, salvo poi rinunciare per la sacrosanta disapprovazione del mondo alpinistico ed escursionistico.

Siamo indignati per l’uso strumentale che i medesimi operatori e amministratori fanno del grande scrittore Dino Buzzati, tentando di crearsi un alibi culturale per abbellire ciò che invece è un vero e proprio scempio ambientale: quando nella nostra epoca così piena e frenetica sono appunto i deserti a ispirare, e non certo i fabbricati inutili degli speculatori.

Siamo arrabbiati perché amiamo il lembo selvaggio tra il Marùcol e il Col Alto, dove intenderebbero costruire la loro bruttura: uno straordinario balcone panoramico a tutt’oggi miracolosamente intatto, sopra la magia delle Comelle. E dal quale con un’oretta all’incirca di cammino il turista potrebbe riparare al Rifugio Rosetta, oppure alla Casera Valbona, o ancora alla Casera Campigàt.

Un manufatto del genere in tale posizione non serve a chi va in montagna, né a chi vive e lavora in montagna. Con tutti quei soldi carpiti alla buona fede pubblica, che si sistemino piuttosto i vari sentieri della Val di Garés compromessi dagli ultimi inverni. Gli accessi alle miniere anche, ma sottostanti al Sass Neghér e prossimi alla Forcella Cesurette, nonché i ricoveri già esistenti.

Difenderemo l’Altopiano!

Se concordi con l’azione proposta, invia il tuo assenso affinchè il tuo nome possa essere inserito nella lista degli aderenti la sottoscrizione. Come ?

Puoi collegarti direttamente al forum dove è stato inserito l’appello  per leggerlo integralmente anche nei suoi sviluppi e scrivermi in e-mail.  Girerò io stesso la tua conferma alla sottoscrizione a Luca Visentini o ancora scrivendo in questo blog firmando con nome e cognome. Ricordati di rendere ben visibile il tuo nome e cognome !!

Ringrazio per l’attenzione e Ti saluto, alla prossima !

Tommaso

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11 risposte a Appello “Liberiamo l’Altopiano”

  1. Tom scrive:

    Ecco che cosa mi hanno scritto gli amici. Nomi e cognomi appaiono per esteso nell’elenco generale :
    1) Aderisco all’appello di Tommaso e mi dichiaro contrario alla progettata costruzione di un bivacco fisso sull’altopiano delle pale di San Martino.
    Paolo
    2)Sottoscrivo l’appello!
    Martina
    3) aggiungi pure la mia firma alla petizione; abito in Liguria ma le Dolomiti sono una delle cose piu’ belle che abbia mai vista e non devono essere rovinate. Personalmente avevo fatto un bel trekking nella zona delle Pale di San Martino, tre anni fa, ed ero rimasto entusiasta. Maurizio
    4) ti do il mio assenso perchè il nome venga inserito nella lista degli aderenti alla sottoscrizione.
    Rendere ben visibile nome e cognome?
    LUCA
    5)firmo per Liberiamo l’Altipiano
    ugo
    6) aderisco a questa iniziativa
    ciao e grazie Maurizio
    7) Concordo con l’azione proposta.
    MARIA TERESA
    8 ) concordo con l’appello di Luca V.un patrimonio naturale forse uno dei pochi rimasti non può venire trasformato in un business speculativo, avanti a gran voce perchè vengano conservate e rispettate.Se cosi non è lei stessa può ribellarsi , la montagna.
    Stefano
    9) Concordo con l’azione proposta e consento che il mio nome sia inserito nella lista degli aderenti la sottoscrizione. Ottimo appoggio all’iniziativa. Come al solito, Tommaso, non ti smentisci!
    Ciao Paolo
    10) Concordo con mantenere quello che già esiste nell’altopiano, in quanto chi ha costruito i bivacchi esistenti, li ha fatti nel grandissimo rispetto della natura per le piccolissime necessità umane. Moltiplicare le necessità umane in maniera smisurata, equivale al mancato rispetto della natura, con la conseguenza di moltiplicare lo scempio paesaggistico e l’immondizia lasciata nelle montagne (per chi non rispetta, “il fermarsi, comporta doppiamente a disfarsi dei propri bisogni”). Rispettiamo la natura per quello che ti dà, non adattiamola ai nostri voleri, dobbiamo essere noi ad adattarci a Lei.
    La natura, da sola, è universalmente e infinitamente più lungimirante di tutti noi. Fabio

  2. Tom scrive:

    11)Ha ragione LUCA VISENTINI, ci sono un sacco di sentieri, rifugi e bivacchi vecchi ed obsoleti che avrebbero tanto bisogno di quei 750.000 euro gettati nel nulla !!! Cordiali saluti.
    Barbara
    12) sono pienamente solidale con l’ iniziativa di Luca Visentini e aderisco volentieri alla protesta inoltrata dallo stesso alle autorità competenti. Decisamente non sanno più cosa fare per rovinare le bellezze della montagna. Pensa…………… l’ ultima che ho sentito e che Paolo Brosio ha intenzione di fare del Cristo Pensante, depositato sulla Cavallazza che si trova frontale rispetto al Cimon della Pala, una specie di transito di pellegrinaggio del genere Medjugore per portare la gente a vederlo. Immaginati quello che succederà se questa folle idea andrà in porto…….già vedo i baracchini con le statuette del Cristo in vendita a turisti in cerca di souvenir. Comunque fammi il favore di iscrivermi
    TI RINGRAZIO!!! Lidia
    13) Certamente Mattia
    14) Claudio aderisce all’appello!!!!!!
    15) sono Nicola , ti scrivo per dirti che sono pienamente d’accordo con il vostro appello contro quel mostruoso bivacco stile navicella spaziale.
    Quindi aderisco alla sottoscrizione di Luca Visentini!!! Bravi!!!!
    16 ) Leggendo questo tuo appello, rimango indignato anch’io e sottoscrivo la petizione. Un abbraccio e complimenti per questa iniziativa a difesa delle bellezze incontaminate del nostro Paese… Ciao, Gaetano
    17-18) per cortesia dai tu il consenso alla raccolta firme da parte nostra. Hanno appena riconosciuto le Dolomiti patrimonio dell’umanità e poi fanno queste brutture, l’uomo è il più grande mistero della natura per me. Un saluto Marta e Alberto
    19) condivido, divulgo e sottoscrivo
    ciao caterina :-))))
    20) Ho ricevuto,tramite passaparola l’articolo riguardante il posizionamento di un nuovo bivacco nel gruppo Pale di San Martino.
    Visto il progetto ho subito pensato ad uno scherzo; chi può solo immaginare una simile porcata?
    Poi documentandomi ho scoperto che è tutto vero! Anche li da voi la “fantasia distruttiva” non ha limiti!
    Ti autorizzo ad inserire il mio nome fra i firmatari dell’appello di Luca Visentini,e TI RINGRAZIO.
    Luigi

  3. Tom scrive:

    Dal Gazzettino di oggi 22 aprile 2010

    AGORDO

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    Il no del Cai
    al bivacco
    Dino Buzzati
    sulle Comelle

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    «Chiediamo che il progetto per l’avveniristico bivacco che qualcuno vuole dedicare a Dino Buzzati sia invalidato, destinando i fondi in oggetto ad altre iniziative sulla base di un maggiore rispetto per l’ambiente e di una lungimirante utilità escursionistica: senza pregiudiziali e con il consenso di tutto il mondo alpinistico locale».
    È la dura presa di posizione della sezione agordina del Club Alpino Italiano, competente per territorio, dopo la notizia data da Il Gazzettino del progetto di un nuovo bivacco sul ciglio dell’altipiano delle Pale di San Martino, presso l’elevazione detta Marùcol (anzi “Antemarecòl”), a circa 2360 metri di altitudine in Comune di Canale.
    «Le prerogative di carattere geografico-logistico – scrive il Cai – danno alcune precise indicazioni su tale progetto che, con totale unanimità, il consiglio sezionale denuncia come iniziativa assolutamente superflua e sostanzialmente inutile, frutto di una programmazione pseudo-turistica priva di lungimiranza, come nell’immediata precedenza era stato per l’ipotesi di un rifugio, fortunatamente non andata a buon fine».
    Il progetto si fa forte di una disponibilità per un importo cospicuo (750 mila euro), nel quadro di un finanziamento transregionale previsto dall’accordo Galan-Dellai.
    «Questo importo amareggia il mondo del volontariato del Club Alpino – viene sottolineato – in prima linea per la valorizzazione della montagna e sempre alla estenuante ricerca di supporti economici dignitosi per andare avanti e provvedere alla manutenzione delle proprie opere alpine e a quella ugualmente impegnativa del territorio».
    La sezione agordina del Cai, infine, ricorda che in zona Pale, lo stesso bivacco Dina Dordei, posizionato a breve distanza da altri punti di riferimento logistico, era divenuto luogo di assurdo degrado, obbligando la sezione agordina allo smantellamento avvenuto ancora nel 1994. (M.M.)

    (Giovedì 22 Aprile 2010)

  4. Ady scrive:

    aderisco all’appello di Luca Visentini

  5. daniele scrive:

    La zona delle Comelle è quella a cui sono più affezionato, forse perchè è stata la mia prima escursione all’età di 16 anni, ed è stata una scoperta grande nella sua incontaminata bellezza. Nei miei incubi peggiori, sogno ancora di vederla deturpata da colate di cemento.Sottoscrivo di cuore

  6. Tom scrive:

    Altro articolo uscito sul “Corriere delle Alpi” del 22 aprile 2010:
    —————————————————-
    Bivacco, il Cai boccia il progetto
    il Corriere delle Alpi — 22 aprile 2010 pagina 18 sezione: PROVINCIA

    CANALE D’AGORDO. «Un’iniziativa superflua e inutile, frutto di una programmazione pseudo-turistica priva di lungimiranza». Il progetto, redatto dai Comuni di Canale d’Agordo, Siror e Tonadico, che porterà alla costruzione di un bivacco sulle Pale di San Martino in località Marùcol, finanziato in gran parte col fondo Dellai-Galan, non piace al consiglio della sezione agordina del Cai. Lo storico sodalizio alpinistico boccia, infatti, senza appello la proposta, chiedendo con forza agli enti di destinare in altro modo i soldi. «La sezione Agordina del Cai, competente per territorio», sostiene il direttivo, «ha saputo della costruzione di un nuovo avveniristico bivacco sul ciglio dell’altipiano delle Pale di San Martino presso l’elevazione detta Marùcol (anzi “Antemarecòl”) a circa 2360 metri in Comune di Canale d’Agordo». «Una località», prosegue il Cai, «vicina ad altri punti di riferimento della montagna come Casera Valbona (1783 metri, da poco ristrutturata), Casera Campigat (1801 metri, in Comune di Taibon), Rifugio Rosetta (2581 metri, in Comune di Siror), Riparo Campo Boaro (2220 metri, in Comune di Taibon)». Secondo il Cai, «tali prerogative di carattere geografico-logistico danno alcune precise indicazioni su tale progetto che, con totale unanimità, denunciamo come iniziativa assolutamente superflua e sostanzialmente inutile, frutto di una programmazione pseudo-turistica priva di lungimiranza, come nell’immediata precedenza era stato per l’ipotesi di un rifugio, fortunatamente non andata a buon fine». La Sezione agordina del Club alpino, presieduta da Antonello Cibien, polemizza anche sulla cifra che verrà spesa per la realizzazione della struttura. «Il progetto si fa forte di una disponibilità per un importo di 750 mila euro, nel quadro del fondo Galan-Dellai», attacca, «tale importo amareggia il mondo del volontariato del Cai, in prima linea per la valorizzazione della montagna e sempre alla estenuante ricerca di supporti economici dignitosi per andare avanti e provvedere alla manutenzione delle proprie opere alpine e a quella del territorio». Dopo aver ricordato che, sempre nella zona delle Pale di San Martino, anche il Bivacco “Dina Dordei”, posizionato a breve distanza da altri punti di riferimento logistico, era divenuto luogo di assurdo degrado, obbligando la Sezione stessa allo smantellamento nel 1994, il direttivo sezionale chiude così: «Desideriamo che il progetto per l’avveniristico bivacco, che qualcuno vuole dedicare a Dino Buzzati, sia invalidato destinando i fondi in oggetto ad altre iniziative sulla base di un maggiore rispetto per l’ambiente e di una lungimirante utilità escursionistica, senza pregiudiziali e con il consenso di tutto il mondo alpinistico locale». (gi.sa.)
    —————————————————–

  7. Corrado Tiberto scrive:

    Mi associo e condivido pienamente l’appello lanciato da Luca Visentini, nonchè a quanto ribadito dal CAI di Agordo nell’articolo apparso nei quotidiani de “Il Gazzettino” e “Corriere delle Alpi” del 22 aprile 2010.
    Corrado Tiberto

  8. Tom scrive:

    Il 23 aprile esce sul Corriere delle Alpi l’articolo che riporto qui di seguito, e che fa da cassa di risonanza a quanto già scritto da Luca Visentini:
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    Firme contro il bivacco
    il Corriere delle Alpi — 23 aprile 2010 pagina 18 sezione: PROVINCIA

    CANALE D’AGORDO. Oltre 400 firme dicono no alla costruzione del bivacco sulle Pale di San Martino. Dopo la Sezione agordina del Cai, il mondo dell’alpinismo torna a tuonare contro la decisione dei Comuni di Canale d’Agordo, Siror e Tonadico di utilizzare il fondo Dellai-Galan per realizzare un bivacco in località Marùcol, a circa 2360 metri sulle Pale di San Martino in Comune di Canale. «Siamo stufi, indignati e arrabbiati – esordisce Luca Visentini, noto alpinista, scrittore ed editore (Pelmo d’Oro 2003 per la Cultura alpina), nel testo della petizione “Liberiamo l’altipiano” (www.iborderline.net) – dietro a questo insensato progetto ci sono gli stessi sedicenti valorizzatori di montagne che soltanto due anni fa volevano snaturare l’intera cresta dei Bureloni con una nuova via ferrata, l’ennesima, salvo poi rinunciare per la sacrosanta disapprovazione del mondo alpinistico ed escursionistico». Parole dure che hanno già trovato la sottoscrizione di 413 persone fra cui nomi eccellenti dell’alpinismo come Alessandro Gogna, Renato Panciera, Ivo Ferrari e molti altri. «Siamo indignati – prosegue Visentini – per l’uso strumentale che i medesimi operatori e amministratori fanno del grande scrittore Dino Buzzati, tentando di crearsi un alibi culturale per abbellire ciò che invece è un vero e proprio scempio ambientale». A muovere Visentini e gli altri firmatari (per aderire si può scrivere a info@lucavisentinieditore.it) è l’amore la zona tra il Marùcol e il Col Alto che definiscono «uno straordinario balcone panoramico miracolosamente intatto, sopra la magia delle Comelle, dal quale con un’oretta all’incirca il turista potrebbe riparare al rifugio Rosetta, alla casera Valbona o alla casera Campigàt». «Un manufatto del genere in tale posizione – conclude Visentini – non serve a chi va, vive e lavora in montagna. Con tutti quei soldi (750 mila euro, ndr) che si sistemino piuttosto i vari sentieri della Val di Garés compromessi dagli ultimi inverni. Gli accessi alle miniere anche, ma sottostanti al Sass Neghér e prossimi alla Forcella Cesurette, nonché i ricoveri già esistenti». (g.san.)
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  9. Tom scrive:

    Dal Corriere delle Alpi, 2010.04.24

    CANALE D’AGORDO. «Sono anche pronto a fare marcia indietro, ma così perderemo i soldi che ci permetterebbero di iniziare i lavori alle miniere del Sass Negher». Risponde così il sindaco di Canale d’Agordo, Rinaldo De Rocco, all’indomani della bufera scatenata dal mondo alpinistico sul bivacco che i Comuni di Canale d’Agordo, Siror e Tonadico vogliono realizzare sulle Pale di San Martino, in località Marùcol. Una protesta forte e decisa impersonata prima dalla Sezione agordina del Cai e poi dalle oltre 400 persone che hanno sottoscritto la petizione online Liberiamo l’altipiano – promossa dall’alpinista e scrittore Luca Visentini per dire no al bivacco in quanto deturperebbe l’intatto paesaggio della zona – e hanno invece consigliato di destinare i soldi alla manutenzione dei sentieri. Un giudizio che De Rocco rispetta, ma sul quale ci tiene a precisare alcuni punti circa l’iter che ha portato al progetto dell’opera contestata. «Nel quadro dell’accordo Dellai-Galan – spiega il sindaco di Canale – nel 2007 ci siamo ritrovati in Primiero, bellunesi e trentini, per valutare quali progetti mettere in campo. Assieme a Siror e Tonadico abbiamo dunque valutato l’ipotesi di un rifugio. Un’ipotesi che poi, viste le perplessità dei miei concittadini, ho lasciato cadere». De Rocco, però, i soldi del Fondo Dellai-Galan non li voleva perdere e spiega di aver presentato anche altre soluzioni. «Avevamo pensato di intervenire sulla sentieristica – ha spiegato – ma la Regione ci ha detto di no; avevamo chiesto la sistemazione del museo Papa Luciani o degli edifici scolastici, sia a Canale che in Trentino, ma niente da fare; volevamo puntare all’ampliamento di Casera Valbona, ma era troppo dalla nostra parte». Per il sindaco di Canale, infatti, nella valutazione generale bisogna sempre tener conto che i progetti devono essere transfrontalieri e accontentare dunque sia il Veneto che il Trentino. È in questo senso, a suo avviso, che deve essere considerata la scelta finale di costruire il bivacco anche se, a guardare altri esempi di progetti (vedi quello tra Taibon, Gosaldo, Voltago, Siror e Tonadico), risulta difficile definire con esattezza il concetto di transfrontaliero. «La realizzazione della struttura salvaguarderebbe tale aspetto – dice comunque De Rocco – ma con quei soldi potremmo anche fare la sentieristica dal bivacco alle miniere del Sass Negher e iniziare, con 250 mila euro, la sistemazione dell’entrata di queste ultime». Dopo le polemiche di questi giorni, il sindaco è comunque pronto a una riflessione. «Ci penseremo su e terremo conto dei suggerimenti – annuncia – è chiaro che, se rinunciamo al bivacco, rinunciamo pure alla possibilità di sistemare le miniere». Gianni Santomaso
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    Risposta di Luca Visentini su http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=3&t=25331&start=165 , verso il fondo della pagina

  10. Tom scrive:

    Aggiornamenti dal Gazzettino del 25 Aprile 2010.
    Per leggere la fonte cerca la pagina 14 del Gazzettino di Belluno del 25 apr 2010.
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    CANALE

    Bivacco,il sindaco
    ribadisce il confronto

    Il nascente bivacco sulle Comelle ha accolto pareri discordi. Da qui la volontà del sindaco di Canale Rinaldo De Rocco (in foto) di spiegare come si è arrivati a questo progetto. «In una riunione con il comprensorio del Primiero sulla legge Dellai-Galan, nata per finanziare opere su aree di confine tra Veneto e Trentino – spiega – emerse che il Feltrino era già pronto a recepire tale legge con vari progetti mentre noi “della montagna” rischiavamo di rimanere tagliati fuori».
    E il primo cittadino aggiunge: «La nostra zona di confine con il Trentino è l’altipiano delle Comelle: solo questa rientra nel pacchetto fondi. Ci siamo messi al lavoro per capire quali progettualità si potessero intraprendere. Tra le varie proposte vi era quella di riqualificare la zona delle miniere di Gares e malga Val Bona, oppure di sistemare la sentieristica e ancora migliorare siti esistenti di alta montagna (rifugio Mulaz). Progetti che però non sono stati nemmeno presi in considerazione dalla Regione Veneto perché non rientravano nello specifico della legge. L’unico progetto esaminato è stato quello relativo alla creazione di un rifugio nella zona dell’altipiano, idea che però venne accantonata dopo aver recepito pareri contrari dalle varie associazioni di Canale e da alcuni esperti».
    Per non perdere il finanziamento (che sarà destinato in parte alla struttura ma in parte anche per la sistemazione della sentieristica e per un primo recupero delle miniere) è stato optato per un bivacco al posto del rifugio: modifica che venne recepita dalla Regione e dai Comuni trentini di Siror e Tonadico. «Sottolineo – afferma De Rocco – che questo era l’unico progetto possibile con i finanziamenti di questa legge. Lo so che esisterebbero tante altre priorità ma che non si possono finanziare con questi soldi. Pur sorpreso di tali prese di posizioni, arrivate solo ora e non quando si iniziò a parlare della costruzione del rifugio ampiamente riportata sulla stampa locale, voglio assicurare che, alla luce degli ultimi avvenimenti, tutto verrà riesaminato attentamente». (D.F.)
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    Nella stessa pagina di giornale c’è un chiarimento della Guida De Donà, che riporto qui integralmente:
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    La guida De Donà
    «No a nuovi siti»

    CANALE – Bruno De Donà, guida alpina della valle del Biois, vuole intervenire ancora sulla questione del bivacco delle Comelle per precisare le sue dichiarazioni rilasciate nell’articolo uscito in data giovedì 15 aprile. Specificando di non aver affermato di essere favorevole alla costruzione di questo bivacco.
    (Domenica 25 Aprile 2010)
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    Per la giornata del 25 è già abbastanza 🙂

  11. Giorgio Crosta scrive:

    Io Architetto Alpinista Giorgio Crosta sottoscrivo la petizione online Liberiamo l’altipiano – promossa dall’alpinista e scrittore Luca Visentini per dire no al bivacco in quanto non rispetta l’ambiente, deturpando il paesaggio della zona.
    Io sto lottando anche per i nuovi progetti che il CAI centrale intenderebbe inserire nelle alpi rifugi allucinanti,che deturperebbero l’ambiente e non solo umilierebbero tutti gli alpinisti,trovandosi di fronte a rifugi dove devi entrare con le patine,per non rovinare il pavimento,e il divieto di stendere all’esterno le mutande ad asciugare,(vedi rifugio Hotel sul Piccolo Cervino,è un vero e proprio hotel a 5 stelle,che sostituisce la tanto famosa torre che gli Svizzeri volevano realizzare,nel 2005),e la vergogna delle vergogne,ma nessuno tranne il sottoscritto si è battuto prima per contro la torre,finito in tribunale in Svizzera giudicato dai soliti ignoti,
    poi dopo la non realizzazione della torre,mi avevano assicurato che avrebbero solo risistemato il rifugio all’arrivo della funivia,mentre i signori Svizzeri hanno realizzato
    questo hotel chiamandolo rifugio,il male di tutto questo è la mancanza di sensibilità del CAI centrale e la non voglia di lottare fermamente affinché non vengano più realizzati rifugi in Montagna,ne esistono già troppi basterebbe pulire quelli che ci sono e basta…….tanto gli Alpinisti della domenica vanno in vetta con l’elicottero,
    Quindi contribuisco a questa bruttissima vicenda,gridando a voce alta un secco NO……. a tutti gli amministratori,
    Forza Luca Visentin
    Io ho 73 anni e ho giurato che fino quando Dio mi darà la forza lotterò per salvare le nostre montagne da gentaglia crudele,ignorante,e corrotta./Users/giorgiocrosta/Pictures/iPhoto /Users/giorgiocrosta/Pictures/iPhoto Library/Masters/2011/02/02/20110202-065233/Rifugio alpino in Svizzera.jpgLibrary/Masters/2011/02/02/20110202-064514/Rifugio sul piccolo cervino.jpg
    allego foto Rif. Hotel Piccolo Cervino

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